Conviene versare il TFR ai fondi pensione?

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Indipendentemente dalla vostra situazione lavorativa, versare il TFR ai fondi pensione è più conveniente che lasciarlo in azienda per tre motivi:

1) sotto il profilo fiscale l’investimento del TFR nei fondi pensione è conveniente poichè la tassazione è più favorevole; infatti se lo si lascia in azienda, al momento della liquidazione verrà assoggettato a tassazione separata mentre se investito in un FPC subi à una tassazione a titolo definitivo tra il 15% e il 9%; (la norma infatti prevede che dopo i primi 15 anni di appartenenza al sistema FPC, l’aliquota del 15% si riduce dello 0,30 per ogni anno successivo fino ad un massimo di 6 punti); il vantaggio aumenta quindi in base al numero di anni di permanenza e al livello di reddito dell’iscritto. L’effetto fiscale è ben evidenziato nella figura 1. Nel caso di un reddito di 25.000 €, (lordi) l’investimento del TFR nei FPC produrrà un montante del 18% più elevato rispetto a quello che si otterrebbe lasciandolo presso il datore di lavoro; la situazione migliora per i redditi da 34.000 € e da 50.000 € (sempre lordi) consentendo rispettivamente di incassare il 21% e il 24,4% in più

Nello sviluppo dei calcoli si è supposta una inflazione di periodo pari al 2%; pertanto il TFR avrà una rivalutazione netta dell’1% (75% del 2% [inflazione] + 1,5%)

2) sotto il profilo della flessibilità l’investimento del TFR nei FPC presenta maggiori opportunità per l’iscritto: in azienda l’anticipazione può essere richiesta solo dopo almeno 8 anni e in genere (anche se nella pratica non è così) per una sola volta, nel limite complessivo del 70% dell’importo maturato per motivi sanitari, acquisto o ristrutturazione ordinaria o straordinaria della prima casa per se e per i figli e per congedi parentali; nei FPC l’importo maturato può essere anticipato, al 75%, in qualsiasi momento per motivi sanitari (anche prima delle terapie o interventi) e più volte nel corso della vita lavorativa (orientamenti anche di COVIP) purchè non si superi il 75% del maturato; oltre alle anticipazioni consentite per il TFR “in azienda”, la normativa dei FPC prevede anche la possibilità di anticipare fino al 30% del maturato, per qualsiasi ulteriore motivo dell’iscritto.

3) sotto il profilo della redditività, investire il TFR nei FPC consente (almeno così è successo finora) di migliorarne il rendimento; nell’ipotesi anche un solo punto percentuale di maggiore rendimento, consente di disporre di un montante finale del 15% in più il che equivale a una pensione del 15% più elevata; con 2,5 punti percentuali in più di rendimento la rendita pensionistica complementare aumenterebbe del 23%. La rivalutazione reale del TFR negli ultimi 15 anni non ha mai superato il punto percentuale, obiettivo che in un così ampio arco temporale può agevolmente essere migliorato dai gestori dei FPC. Ovviamente tutto dipenderà dall’abilità dei gestori ma soprattutto dalla scelta oculata del fondo in cui investire.

 Fonte : www.Itinerariprevidenziali.it